Come aprire una startup
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I 5 errori da non fare quando si apre una startup

Se si vuole sapere come aprire una startup e intraprendere una carriera da neoimprenditori bisogna conoscere le regole e tutte le informazioni utili per far sì che si tratti di un successo. Ma non basta sapere cosa fare, bisogna anche sapere quali sono gli errori da evitare ed essere supportati da una buona consulenza strategica (vedi i consigli di Strategie Business). Basta pensare che circa l’85% delle nuove imprese fallisce nei primi due anni che seguono l’apertura dell’azienda per capire quanto sia facile mettere il piede in fallo e finire l’avventura ancora prima di cominciarla.

Per diminuire la percentuale di possibilità di fallimento e aiutare a divenire futuri imprenditori ci vuole una maggiore consapevolezza di ciò che significa aprire e gestire una startup. In questa guida abbiamo raccolto tutte le indicazioni necessarie per ottenere un’attività di successo a partire dalla creazione di un perfetto business plan fino agli strumenti utili allo sviluppo di una startup destinata ad avere successo.

Che cos’è una startup?

Prima di tutto chiariamo il concetto di startup in quanto si è creata una certa confusione riguardo a questo termine che letteralmente significa: partire, entrare in azione. Fu Paul Graham a creare la definizione per indicare un’azienda pensata per avere una crescita rapida. Generalmente con il termine startup si indica un’attività che sta iniziando ad operare e ha a disposizione un piccolo budget e un numero di dipendenti limitato.

Tipologie di startup

Si distinguono diversi tipi di startup. Per fare un’esempio si può parlare delle spin off, ovvero quelle imprese che nascono partendo da un’impresa madre e sviluppandosi in autonomia.
Vi sono poi le new company dette newco, che si sviluppano da periodi di crisi di una società già attiva prendendone le parti positive per creare una nuota attività redditizia.

Le nuove aziende che sono rivolte verso la novità producendo servizi e prodotti hi-tech, vengono annoverate tra le startup innovative. Ma per essere annoverate come tali devono dimostrare di avere una sede in Italia o anche solo una filiale. Tra le caratteristiche vi è quella riguardante la produzione annua minore di 5 milioni di euro a partire dal secondo anno di lavoro, non può distribuire gli utili e non deve essere stata attivata da oltre 5 anni.

Le condizioni che devono assolutamente essere soddisfatte sono invece i costi di sviluppo che non devono toccare la soglia del 15% della somma ricavata dalla produzione. Inoltre è necessario che tra i dipendenti dell’azioneda vi sia almeno un terzo di dottorandi e gli altri due terzi deve essere composto da persone con laurea magistrale. La startup deve essere in possesso di brevetto per la propria invenzione dimostrando che è stata sviluppata all’interno della stessa azienda.

Come si apre una startup

Prima di tutto si deve creare un piano di azione. Le fondamenta dell’azienda sono essenziali per permettere ad essa di svilupparsi in modo corretto evitando errori grossolani che comprometterebbero tutta l’operazione. Per queste ragioni è necessario che sia stabilito un business plan ovvero un programma da seguire per la creazione dell’attività.

Un business plan che funziona deve essere formato da una copertina in cui si indicano i dati principali dell’azienda ed una piccola biografia dell’ideatore della startup, che comprende la sua esperienza lavorativa. Si passa poi alla descrizione dell’idea indicando la tipologia di prodotto o servizio offerto.
Si espone il proprio piano di marketing indicando le intenzioni che riguardano le strategie da utilizzare specificando le specialità aziendali e i punti deboli di prodotti e servizi offerti indicando le differenze con ciò che offre la concorrenza. Infine si stabiliscono degli obiettivi da raggiungere e i tempi previsti per farlo anche seguendo delle tappe.

Una volta stabilito il business plan ci si deve rivolgere al proprio notaio di fiducia che si occuperà di redarre un atto ufficiale depositandolo presso il Registro delle imprese. In alternativa si può evitare il notaio utilizzando la piattaforma che viene messo a disposizione dal Registro delle Imprese seguendo le procedure che consentono di avere il proprio Statuto e Atto Costitutivo.

I 5 errori da non fare quando si apre una startup

Per avviare un’attività che possa avere successo si devono evitare 5 principali errori, esaminiamoli uno alla volta per conoscerli meglio in modo da non farli.

1. Scegliere la politica della microgestione

L’errore che maggiormente viene commesso da coloro che aprono una startup è quello di concentrarsi su una amministrazione della propria attività prestando un’eccessiva attenzione ai dettagli che riducono al minimo il coinvolgimento personale. Questo atteggiamento porterà l’azienda al fallimento demotivando i dipendenti e rendendo troppo lenti i processi di produzione.
La soluzione è affidarsi a risorse in grado di togliere al titolare alcuni compiti permettendogli di concentrarsi su altri aspetti partecipando attivamente alla creazione di basi solide per l’impresa e per l’unione dello staff.

2. Non tenere sotto controllo il business

La microgestione può risultare dannosa quanto il suo opposto, ovvero l’incapacità avere sempre sotto controllo lo sviluppo del business osservando i flussi. Controllare ogni progresso dell’azienda aiuta a mantenere la situazione sotto controllo. Per fare questo in modo semplice vi sono sistemi gestionali automatizzati che si possono personalizzare per l’azineda aiutando ad analizzare la situazione.

3. Riunioni regolari con lo staff

Non si devono effettuare incontri settimanali con il personale. Non servono continui confronti che, pur sembrando utili in realtà rappresentano una perdita di tempo che può essere utilizzato per sviluppare il lavoro produttivo. Si possono invece utilizzare le chat o strumenti di comunicazione simili più rapidi ed efficaci.

4. Non creare uno spazio di lavoro

Non importa se il fondatore della startup ha la necessità o meno di avere fin da subito dei dipendenti ma è fondamentale che si crei un’ambiente di lavoro adeguato. Tale spazio potrebbe anche essere una semplice stanza della propria casa adibita a studio con un pc e una scrivania.

5. Gestione annuale dell’attività

Un’azienda gestita di anno in anno non ha molte possibilità di sopravvivenza in quanto non si riesce a individuare l’eventuale problema al momento in cui si verifica intervenendo con una soluzione immediata. Un controllo costante consente invece di individuare ogni errore nello sviluppo aziendale cambiando il piano di azione in modo da adattarlo alle nuove situazioni ed esigenze.