La canapa e la sua importanza alimentare
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La canapa e la sua importanza alimentare

Le possibilità economiche offerte dalla coltivazione della canapa sono notevolissime, perché si tratta di una pianta annuale, adatta per la produzione di semi per uso alimentare diretto e dopo lavorazioni di varia natura, anche di mangimi per animali e di fibre tessili.

Negli anni sono state compiute molte azioni per contrastare la coltivazione della canapa, ignorando completamente il fatto che si tratta di una pianta con un rapporto più che millenario con l’umanità e con proprietà davvero molto interessanti.

Come approfondito anche in questo interessante articolo, la tendenza a considerare la cannabis solo come una pianta dello sballo è quasi completamente infondata.

Storicamente il volume di affari correlato con la sua coltivazione era quasi tutto concentrato nei semi e nelle fibre tessili e solo marginalmente è stata impiegata per il suo contenuto di THC, che in gran parte delle cultivar è a malapena presente. Ad esempio nelle coltivazioni storiche in Sud Italia l’uso ricreativo della canapa era nullo.

Canapa nell’alimentazione

La coltivazione della canapa è sempre stata molto diffusa in zone paludose o con terreni sfavorevoli, perché consentiva di produrre grandi quantità di fibre tessili ad un costo contenuto.

C’è poi la componente alimentare, perché le sementi sono commestibili e con un elevato tenore proteico, unito a ottime concentrazioni di vitamine e sali minerali, molto utili per completare diete povere di nutrienti essenziali.

È una pianta estremamente addomesticata e che con selezioni abbastanza accurate si riesce a spingere a produrre esemplari con proprietà particolari.

Ne sono un esempio le fibre tessili di grande pregio, molto importanti per la produzione di cordami e tessuti, dopo un processo di macerazione, così come le resine curative e i semi.

In passato era già nota la proprietà della canapa di favorire l’appetito, aiutare nella convalescenza e fornire molta energia, soprattutto presso i popoli erranti. Questi spesso portavano i semi durante i loro spostamenti per essere sicuri di avere un raccolto anche in terreni relativamente ostili, come zone palustri, sabbiose, oppure in montagna.

I semi di canapa si possono consumare interi e crudi, freschi oppure essiccati, grazie al loro sapore leggermente resinoso, perfetti per esempio per rendere più gustosa un’insalata o da aggiungere a zuppa e cuscus.

Più spesso vengono invece tostati, esprimendo un sapore più vicino a quello delle noccioline, infatti dopo averli così lavorati sono più facili da masticare, perché meno compatti.

In questo caso si possono mescolare agli impasti di focacce, pani, pizze e dolci, usandoli come guarnizione e per rendere più invitante e piacevole al palato la preparazione.

Se invece vengono lavorati, i semi di canapa si impiegano per farine proteiche che si possono utilizzare in purezza, oppure mescolate ad altre, in particolare nel caso di regimi alimentari specifici, come quelli destinati ai celiaci e per i vegani.

Questo grazie al fatto che non contengono glutine e per l’alta concentrazione di sali minerali biodisponibili, che servono anche per metabolizzare i nutrienti provenienti da alimenti difficili da digerire.

Si possono preparare deliziosi pasticcini con frolla di farina di cannabis, compensando il sapore leggermente resinoso con un po’ di miele, oppure, per i vegani, con altre idee dolci e zuccherine, come gli estratti di frutta.

La consistenza dei dolcetti di cannabis è decisamente differente rispetto a quelli fatti con la farina di grano, per via della grossa concentrazione di proteine, ma il risultato è davvero delizioso.

Di recente, inoltre, sono state introdotte birre a base di semi di canapa, perché si prestano molto bene a questo tipo di lavorazione.

Tuttavia quando si sceglie di sperimentare in questo settore, è assolutamente indispensabile che le sementi utilizzate presentino una concentrazione di THC molto al di sotto della soglia massima consentita.

Per chi sono adatti i semi di canapa?

L’alimentazione umana per migliaia di anni ha incluso i semi di canapa fra i prodotti principe, grazie al fatto che la loro disponibilità era molto alta e i raccolti sufficientemente abbondanti, anche con condizioni climatiche non ottimali.

Questo si è tradotto in una sorta di coevoluzione del nostro sistema digerente, che si è adattato a considerare perfettamente compatibili i prodotti a base di cannabis e non ci sono controindicazioni note al loro consumo in dieta, salvo rari casi di intolleranza alimentare, come con ogni altro cibo.

Il contenuto di zuccheri dei semi è bassissimo e non hanno presenza di glutine, il che li rende perfetti per essere impiegati per la produzione di alimenti per i celiaci e i diabetici, in particolare per quanto riguarda la panificazione.

Nei semi sono contenuti dei principi attivi, anche se con concentrazioni più basse rispetto al polline e alle resine, che oltre ad essere assolutamente compatibili con l’organismo umano, offrono non pochi vantaggi.

Basti considerare il fatto che molti dei cannabinoli che si trovano naturalmente nelle farine e negli oli, oltre ad essere dei potenti miorilassanti, inducono anche un forte senso di appetito.

Aggiungere la canapa come ingrediente per chi ha problemi alimentari, in particolare di origine psicologica, ma non solo, favorisce un rientro nella normalità.

Sia i semi che l’olio, inoltre, abbassano il senso di nausea associato a molti stati patologici e psicologici, rendendo più facile l’assunzione di cibo e il recupero delle energie.

Inoltre per via delle concentrazioni residue di CBD, mangiare prodotti a base di semi induce un generale stato di benessere e rilassamento.

Questo è anche legato al fatto che gli acidi grassi disponibili svolgono una funzione di pulizia a carico delle arterie e delle vene, aiutando nel controllo del colesterolo residuo e abbassando il rischio di infarto in persone con problemi di questo tipo.

I semi di canapa possono essere inseriti nella maggior parte delle diete, anche quelle destinate ai bambini piccoli, perché le concentrazioni di principio attivo sono sufficientemente contenute da non produrre effetti degni di nota sul breve periodo e in ogni caso non ci sono controindicazioni.

Dal punto di vista biochimico il componente più interessante presente nella canapa, soprattutto nei gusci dei semi, è il calcio, che si trova in una forma organica e che quindi può essere assimilato dal nostro organismo.

È importante in particolare per le donne incinte, per le quali è un complemento alimentare quasi indispensabile per evitare il rischio di osteoporosi e ridurre anche l’incidenza del diabete da gravidanza, per via dei pochi zuccheri e delle molte proteine.

Scegliere con cura

I semi di cannabis per uso alimentare ed agricolo sono molto facili da trovare in rete, ma non sempre la qualità è quella desiderata, soprattutto nel caso in cui il rivenditore non sia in grado di fornire certificazioni di provenienza.

Sensoryseeds.it è un distributore di strain, ossia le varietà di cannabis, di alta qualità, selezionate dai maggiori canapai e dagli agronomi specializzati per garantire un tenore di THC decisamente sotto il massimo consentito per legge.

I prodotti distribuiti sono certificati e selezionati, adatti sia per il consumo diretto che per la coltivazione indoor e outdoor, in base al tipo di cultivar, sempre con contenuti proteici elevati, buoni livelli di CBD e alta vitalità.