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Lifestyle

Chi mangia cosa in Italia – è arrivata l’era dell’hamburger?

Non è il paese immobile che si vorrebbe immaginare. Anzi, è più mobile proprio dove tutti lo immaginerebbero più tradizionalista.

Gli italiani hanno cominciato a mangiare diversamente e non è assolutamente detto che questo sia un male. Da un lato anche le novità – se così vogliamo definirle – vengono sempre declinate secondo lo spirito culinario italico, dall’altro se la cucina italiana fosse davvero immobile come tutti credono, non avremmo mai avuto i grandi capolavori che l’hanno resa celebre.

Oggi il protagonista, il segno di questo cambiamento è l’hamburger, anche di fast food, quell’hamburger che i nostri nonni ci servivano a tavola come svizzera e che oggi sembra aver superato le resistenze dei palati più tradizionalisti.

Vediamo insieme cosa sta succedendo veramente sulla tavola degli italiani, tra offerte gourmet, grandi catene che si adeguano all’incredibile storia culinaria d’Italia e chi prova a fare da sé.

Un hamburger per tutti

La forza dell’hamburger? Non è nel gusto, non è nel pane, non è nel condimento. È nella sua capacità – tutta americana – di riuscire ad accontentare ogni palato. Se Andy Warhol trovava nella Coca Cola la grandezza dell’America, una prelibatezza e un gusto che erano in grado di accontentare dal grande manager al più povero degli studenti, un moderno e sensibile artista italiano di oggi potrebbe individuare nell’hamburger il degno successore.

Sì, perché l’hamburger in Italia, pur se declinato con modalità e ingredienti diversi, è davvero una leccornia alla quale nessuno pare disposto a rinunciare.

Ci sono quelli gourmet, amati dai gastro-appassionati e da chi ama spendere qualcosina di più, ci sono quelli di fast food, più economici e pratici e ci sono quelli poi da fare in casa, per chi ama dimenarsi tra i fornelli.

L’importante è che ci sia un modo per accontentare davvero tutti, cosa che forse solo la pizza era riuscita a fare prima dell’arrivo dell’hamburger.

La specificità italiana

C’è da dire che i grandi gruppi del fast food hanno dovuto necessariamente tenere conto della grande importanza che, per gli italiani, riveste la cucina. Visitare una delle grandi catene degli hamburger in Italia o in un altro paese è un’esperienza molto diversa:

  1. Utilizzo di prodotti DOP: spesso sono presenti a menù panini che includono prodotti DOP, in ossequio all’industria italiana del cibo e al palato di chi vive in questo paese;
  2. Porzioni adeguate: un menù tipico negli Stati Uniti include quasi il doppio dei prodotti e, di conseguenza, il doppio delle categorie.

Soltanto così anche le grandi catene del food sono riusciti ad imporsi anche in Italia, paese che sta cambiando, ma che sulla qualità continua a voler fare pochissimi compromessi.

Morale pubblica e vizi privati

Tutto questo avviene mentre in pubblico, soprattutto tra i personaggi più in vista, sono in pochissimi a voler ammettere di concedersi un ricco hamburger. Tra difesa strenua delle tradizioni (almeno a parole), delle ricette della nonna e della supposta superiorità a livello salutare della pizza, sono in pochi ad essere franchi sul loro rapporto con gli hamburger.

Eppure i dati parlano chiaro. Il consumo di hamburger nel nostro paese cresce a ritmi elevatissimi. Qualcuno dovrà pur mangiarli, anche tra chi è un hooligan del cibo tricolore.